I pini di Roma protagonisti nella mostra di Alex Mackenzie

>> venerdì 21 maggio 2010


Ha girato il mondo in lungo e in largo ma ha scelto Roma come sua casa. È Alex Mackenzie, pittrice di origine inglese rimasta stregata dai monumenti e da quelli che considera gli emblemi della città: i pini secolari. A questi alberi “che sono Roma” la pittrice dedica la sua mostra “Colour and line”, che si è aperta oggi, e si concluderà il 26 maggio, presso la Torretta Valadier a Ponte Milvio.
Nei suoi viaggi Mackenzie ha sempre scelto un tema pittorico portante del territorio e della cultura locale. A Roma la scelta è caduta sui pini, ritratti in diverse tele ad olio, acquarelli e disegni a pastelli. Li ama perché “sono alti e maestosi e sulle loro cime può accadere di tutto”.

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Torino: Nasce un museo virtuale, fatto di persone


Da oggi e fino al 2025, tutti i torinesi sono invitati a dare il proprio contributo per un nuovo museo che sorgerà soltanto sul web: il Museo Torino. Si potranno condividere aneddoti, oggetti storici, documenti segreti. Un primo assaggio si avrà nel 2011 in occasione dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia. L’originale progetto, lanciato dal Comune, è stato elaborato dai massimi esperti torinesi di musei, tra cui il dirigente del Settore Musei della Città, Daniele Jalla. Sono stati usati come modelli i Musei di Vienna e di Parigi; quello che differenzierà Torino dai precedenti è la realizzazione quasi completamente on line e la grande partecipazione popolare. Un comitato scientifico valuterà i materiali che verranno inviati dagli esperti e dagli stessi cittadini. Un progetto di massima era già stato deliberato dalla Giunta comunale nel 2006, ma ora il Museo Torino entra nel vivo.

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A Milano l'arte trash di Paul Mc Carthy

>> giovedì 20 maggio 2010

Nei locali di palazzo Citterio, a Milano, fino al 4 luglio sarà possibile visitare la mostra di un artista che ama scandalizzare fino all’eccesso: Paul McCarthy. E l’eccesso si evidenzia già nella prima sala, con il grande gruppo scultoreo di materiale sintetico rosa, rappresentante l’ex presidente americano George W. Bush intento in un rapporto sessuale con un maiale.
La mostra del sessantacinquenne artista americano è organizzata dalla Fondazione Trussardi e raggiunge livelli che difficilmente sono stati toccati da altri artisti contemporanei.
L’esposizione si snoda nei sotterranei di Palazzo Citterio; si passa da un locale che ospita una sedia sul cui piano si erge un fallo, per arrivare all’isola dei Porci, che dà il nome all’intera rassegna: su una moquette azzurra, rappresentante il mare, si erge questa isola composta da ogni genere di spazzatura, compresa una copia di Bush con il suo maiale. Seguono sale in cui vengono proiettate scene orgiastiche o raccapriccianti di vario genere, per ritornare a respirare nel cortile, dove una bottiglia di ketchup in tela gonfiata, alta una decina di metri, si erge come un totem pop.

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È morto Arakawa, designer giapponese

L’artista e designer giapponese Shusaku Arakawa è morto in un ospedale di New York all’età di 73 anni. È stato uno dei protagonisti internazionali del concettualismo; negli anni Novanta, insieme alla moglie Gins, proclamando provocatoriamente di ’non voler morire’, lanciarono l’idea dell’’Architettura del Destino Reversibile’. In pratica teorizzò che la morte potesse essere battuta per via architettonica, creando ambienti che mettessero a disagio fisico gli occupanti. Si è guadagnato la fama di designer delle “case scomode”; il suo motto era: “Le persone non dovrebbero adagiarsi in situazioni confortevoli o accelereranno il loro declino”.
Alcune istituzioni accademiche come l’Universita’ di Parigi, quella della Pennsylvania e la Slough Foundation, hanno organizzato in passato una serie di conferenze internazionali sulle teorie di Arakawa e Gins. Sostenuti anche dall’approvazione di filosofe del calibro di Catherine Malabou e Dorothea Olkowski, Arakawa e Gins hanno girato per il mondo a costruire installazioni per parchi pubblici, loft, hotel, complessi residenziali e abitazioni monofamiliari.
Da Parigi a Tokyo, passando per New York e Firenze, il duo ha creato strutture che sfidano la proporzionalità e ingannano i sensi dell’osservatore: pavimenti inclinati, finestre sghim-besce, stanze asimmetriche. Le case sembrano avere troppe entrate e niente finestre. Anche i colori, innaturali sono stati concepiti per scioccare.
Prima di dedicarsi all’’Architettura del Destino Reversibile’, Arakawa e’ stato uno dei principali protagonisti del concettualismo internazionale, esponendo i suoi quadri in musei e
gallerie in Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e in Italia. Nelle sue tele figurano linee, frecce in direzioni opposte, parole sparse, come quelle che risuonano nella mente, immerse in uno spazio grigio, vuoto, “blank”. Quel “blank” nominato in un articolo di Italo Calvino pubblicato nel 1985: “Blank è il colore della mente, un colore che non riusciamo mai a vedere: solo lo sguardo di Arakawa è cosi’ veloce che riesce a cogliere il vero colore e a comunicarcelo”.

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Libri: anteprime in Versilia

>> mercoledì 19 maggio 2010


David Grossman, Paul Auster, Mario Vargas Llosa, Andrea Camilleri, Niccolò Ammaniti, Marcello Fois, Antonio Capranica e tanti altri scrittori, saranno ospiti a Pietrasanta, della manifestazione letteraria “Anteprime - Ti racconto il mio prossimo libro”, che debutta quest’anno, grazie alla collaborazione tra il Comune e le case editrici Einaudi, Electa, Frassinelli, Mondadori, Piemme e Sperling & Kupfer.
Dall’11 al 13 giugno, nelle piazze e negli edifici storici della cittadina versiliese si alterneranno, dalle 18.30 fino a tarda notte, con un programma fittissimo di incontri, oltre 30 autori, che racconteranno la nascita del loro prossimo libro, in alcuni casi leggendo alcune pagine in anteprima per rendere partecipe il pubblico del lavoro che sta alla base del processo creativo. Ad aprire la manifestazione sarà Grossman, l’11 giugno alle 18.30, mentre chiuderà Camilleri il 13 giugno, alle 21.30. In mezzo a loro Auster (il 12 giugno alle 21.30), Vargas Llosa (il 13 alle 19.30) e i protagonisti della narrativa e della saggistica italiana, oltre agli autori per ragazzi e bambini.

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Roma: alla Galleria Borghese Nedko Solakov

Il progetto ’Committenze contemporanee’ della Galleria Borghese, giunto quest’anno alla quarta edizione, vede come protagonista l’artista bulgaro Nedko Solakov, chiamato a Roma per realizzare un’opera ispirata dalle suggestioni che gli ha fornito la mostra “Bacon e Caravaggio”.
L’opera verrà donata al MaXXI, Museo del XXI secolo, dedicato all’arte contemporanea, che aprirà a fine maggio a Roma. Per Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del ministero dei Beni culturali, l’obiettivo da raggiungere è l’incremento del turismo culturale che negli ultimi anni ha registrato un incremento significativo, passando dal 15 al 40% del movimento globale.
L’intenzione di Nedko Solakov è raccontare una storia in uno spazio. In questo caso è ovviamente molto legata alla Galleria Borghese che l’ha commissionata, ma quando sarà al MaXXI, quindi in uno spazio diverso, avrà un allestimento di tipo diverso.
Per ora l’opera rimarrà all’Uccelleria di Villa Borghese fino al 3 ottobre.

Nedko Solakov, nato nel 1957 a Сherven Briag in Bulgaria, dall'inizio degli anni '90 ha esposto i propri lavori sia in Europa che negli Stati Uniti. Il suo lavoro è comparso ad Aperto ‘93 (Biennale di Venezia, inoltre era presente alla 48°, 49°, 50° e 52° Biennale di Venezia; alla 3°, 4° e 9° biennale di Istanbul, alla Biennale di São Paulo nel 1994; Manifesta 1 a Rotterdam; alla 2° e 4° Biennale di Gwangju; alla 5° biennale di Lione, Sonsbeek 9, Arnhem; alla 4° e 5° Biennale di Cetinje; alla 1° biennale di Lodz; alla 7° Sharjah Biennial negli Emirati Arabi; alla 3°Tirana Biennial; alla 2° Biennale di Siviglia; alla 2° Biennale di Mosca; documenta 12; 16th Sydney Biennial, and Prospect 1, New Orleans Biennial. 

Il sito dell’artista

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Letteratura: è morto Moshe Greenberg, uno dei maggiori studiosi della Bibbia

Lo storico e scrittore israeliano Moshe Greenberg, uno dei maggiori studiosi della Bibbia, specialista dei libri profetici dell’Antico Testamento, è morto nella sua casa di Gerusalemme all’età di 81 anni. Greenberg è stato il primo esegeta a conquistare nel 1994 l’Israel Prize per gli studi biblici. Iniziò un nuovo approccio all’esegesi biblica colmando il divario tra i commentari degli antichi saggi ebrei e quelli moderni. Professore all’Università Ebraica di Gerusalemme, si è occupato anche delle sacre scritture come genere letterario.
Tra i suoi lavori più importanti, i due volume di commento dedicati al Libro di Ezechiele. E’ autore anche di saggi e articoli sui libri di Giona, Isaia, Geremia, Osea e Amos.

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Milano: Nasce il Museo del ‘900


Verrà inaugurato il prossimo inverno il Museo del Novecento di Milano e tra le collezioni che sarà possibile ammirare, ci sarà una delle più complete raccolte sull’arte del XX secolo: quella ora ospitata nella biblioteca e negli archivi della Galleria Gian Ferrari. La nuova istituzione culturale sarà ospitata nel palazzo dell’Arengario, in piazza Duomo.
Il patrimonio librario custodito e arricchito dalle figlie di Ettore Ferrari è stato donato al Comune di Milano che ha deciso di esporlo nel nuovo complesso museale e, come segno di gratitudine, di intitolare gli archivi del nascituro museo alla memoria dei Gian Ferrari. È anche intenzione dell’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory di fare del 13 dicembre la giornata con cui Milano assegna speciali benemerenze civiche ai mecenati e ai donatori.

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Scultura: Al castello di Racconigi la Biennale Internazionale

>> giovedì 13 maggio 2010


Dal 6 giugno al 10 ottobre, nel Castello di Racconigi (Cuneo), si svolgerà la Biennale Internazionale di Scultura, curata da Luciano Caramel, dal titolo: “Scultura Internazionale a Racconigi, 2010. Presente ed esperienza del passato”. Le sculture saranno ospitate nel Parco, nel Giardino dei Principini e nei locali sottoserra della Margaria e della Reggia Sabauda.
Sono stati invitati 45 artisti, diversi per nazionalità, generazione e percorsi creativi, e ognuno sarà rappresentato con un’opera. Provengono da Italia, Gran Bretagna e Taiwan, rafforzando la vocazione internazionale della manifestazione e con la volontà di proporre testimonianze multiculturali.
Principio fondante della rassegna e’ l’interazione con l’ambiente e con il pubblico, all’insegna dell’apertura e della relazionalità della scultura.

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Libro: mercato in crescita, aspettando gli e-book

Il mercato del libro è in crescita e attende il vero boom degli e-book. Questo è quello che emerge dall’indagine NielsenBookScan, presentata oggi a Torino nell’ambito del convegno "Che fine farà l’e-book: tra libri di carta e applicazioni digitali", organizzato da Associazione Italiana Editori.
L’incremento registrato nel 2009 è stato del 3,1%, con una crescita, nei primi 3 mesi e mezzo del 2010, che si assesta al 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Le librerie sono ancora il canale privilegiato per la vendita dei libri (prevalentemente quelle di catena rispetto alle indipendenti), mentre il canale online cresce registra un’accelerazione anche se i numeri assoluti non sono ancora significativi.
Passando ad analizzare i generi, cresce molto la fiction (+ 6,4% sull’anno precedente) e la manualistica (+ 3,5%), un po’ meno la saggistica (+ 1,6%), stabile invece il settore dell’editoria per ragazzi (-0,7%). In calo invece il mercato dell’editoria professionale. Nel complesso, i titoli circolati nel 2009 sono stati 325mila.
Quanto all’e-book, l’indagine rileva che comincia a ricoprire un ruolo interessante: secondo le stime dell’ufficio studi AIE, arriverà a coprire a dicembre 2010 l’1,5% del catalogo vivo dei titoli e l’8-9% delle novità .

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Milano: L’arte in cortile


Domenica prossima, 16 maggio, l’Associazione dimore storiche italiane organizza a Milano la XVII edizione di “Cortili aperti”. Diventata ormai un appuntamento tradizionale della vita culturale milanese dal lontano ormai 1994, la manifestazione si svolgerà lungo via Cappuccio e corso Magenta.
Dalle 10 alle 18 si potranno visitare i cortili di diversi palazzi fra cui: l’Università Cattolica, l’Istituto Suore Orsoline, il Chiostro delle Umiliate, casa Radice Fossati, palazzo Lurani Cernuschi, palazzo Cornaggia, palazzo Fagnani Ronzoni, palazzo Borromeo, casa dal Verme, palazzo Litta, Società d’incoraggiamento d’arti e mestieri.
Facendo un’offerta, anche minima, saranno distribuite anche delle guide illustrative con l’itinerario consigliato e la storia dei singoli edifici.
All’interno dei vari cortili si potranno ammirare anche alcune auto d’epoca , grazie alla collaborazione con il Club milanese automotoveicoli d’epoca, e nel cortile di palazzo Lurani Cernuschi, in via Cappuccio 18, saranno esposti alcuni orologi da torre di collezione privata. Visitando invece la Società d’incoraggiamento d’arti e mestieri, secolare istituzione milanese, in via Santa Marta 18, sarà possibile ammirare i luoghi storici, come l’antica e preziosa biblioteca e la galleria dei Benemeriti.

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In Italia i libri più cari d'Europa


I romanzi in Italia costano in media l’8% in più che nei principali Paesi europei. Nella prima giornata del Salone del Libro di Torino, l’Adoc pubblica un’indagine sul costo dei libri in Italia, in particolare best-seller, confrontati con l’Europa e gli Stati Uniti. Nel nostro Paese, in media, un romanzo costa 16,10 euro mentre nel resto d’Europa 14,90. Facendo un confronto con gli altri Paesi risulta che: la differenza con la Francia è dell’11,9%, del 18,8% con la Germania, del 17,1% con l’Inghilterra e addirittura del 46,1% con gli Stati Uniti. Solo in Irlanda si registra un prezzo medio più elevato: 17,60 euro.
Che sia anche questa una delle cause del basso tasso di lettura tra gli italiani?

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La Getty Foundation dona 300mila euro per il restauro dell’ultima cena di Vasari

>> mercoledì 12 maggio 2010

L’“Ultima Cena” di Giorgio Vasari fu commissionata per il Convento delle Murate a Firenze e poi, in seguito alle soppressioni degli ordini religiosi in epoca napoleonica, trasportata a Santa Croce.
All’epoca dell’alluvione del 1966 il grande dipinto (ca. 262x580 circa), era esposto nel Museo dell’Opera di Santa Croce, dove fu gravemente danneggiato dalle acque: la tavola rimase a lungo immersa nell’acqua e nel fango fino al naturale defluire delle acque.
In generale, il gravissimo stato di conservazione provocato dall’alluvione sui dipinti su tavola non aveva altra soluzione in passato che quella estrema del così detto trasporto del colore che consiste nella separazione della pellicola pittorica dal supporto.
Dal 2005 inizia il coinvolgimento dell’Opificio delle Pietre Dure nello studio della risoluzione del problema del restauro.
È notizia di oggi il coinvolgimento della Getty Foundation nel finanziamento del restauro della parte lignea.
Il restauro si presenta come un’operazione delicata e complessa, anche perché aggravata dall’invecchiamento dei materiali, sia quelli originali del Vasari, sia quelli introdotti nel tempo.
Il restauro dell’opera è stato inserito nel grande progetto ’Panel Paintings Initiative’, dedicato alla diffusione delle migliori metodologie di intervento di conservazione per i supporti lignei, attraverso lo scambio di informazioni, l’aggiornamento professionale degli operatori e la formazione di una nuova generazione di restauratori.

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Religion Today Film Festival: Viaggi a confronto

Giunta alla XIII edizione, ’Viaggi della fede, viaggi della speranza’, il Religion Today Film Festival, la prima rassegna internazionale dedicata al cinema delle religioni affronterà il tema del viaggio da due punti di vista: quello dei pellegrini e quello dei migranti.
Il festival parte oggi a Roma con una minirassegna di tre giorni al nuovo cinema Aquila, ma entrerà nel vivo dall’8 al 21 ottobre prossimo quando in varie città italiane, da Trento alla capitale, saranno presentate le opere in gara, divise in tre categorie: lungometraggi, cortometraggi e documentari.
Ci saranno , come al solito, varie iniziative di contorno tra le quali un seminario sul ruolo delle religioni nelle relazioni internazionali, in programma a Trento il 13 e 14 ottobre. L’incontro cercherà di evidenziare il ruolo costruttivo delle religioni come strumento di prevenzione e risoluzione dei conflitti. Mentre a Roma, sempre in ottobre, partirà un ’laboratorio di convivenza tra registi, critici cinematografici, produttori e operatori dell’audiovisivo, provenienti da diverse culture e religioni.

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L’arte al servizio del Sociale: i ritratti di Adam Hahn

La degenerazione maculare è una malattia che porta alla progressiva perdita della vista e colpisce circa un milione di italiani, con 20.000 nuovi casi ogni anno della forma più grave, ma è tuttavia conosciuta solo da un terzo degli italiani. Per informare e sensibilizzare su questa patologia è stata presentata la mostra "I volti della Degenerazione Maculare in un dipinto. Ritratti di Adam Hahn", a Roma fino al 16 maggio, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecita’-IAPB Italia Onlus.
I 16 quadri del giovane artista londinese, sono i ritratti di persone affette da maculopatia, ma così come si vedono allo specchio: rappresentano, quindi, l’effetto della malattia sulla visione e ci danno l’idea drammatica di come viene radicalmente stravolta la normale quotidianità di una persona che ne è affetta.
È fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica per diffondere la consapevolezza del rischio di questa patologia, per favorire lo sviluppo di strumenti opportuni per la diagnosi precoce, l’accesso alle terapie comprovate e ai servizi di riabilitazione.

“I volti della Degenerazione Maculare in un dipinto. Ritratti di Adam Hahn”
Sala De Chirico di Roma Eventi
Via Alibert 5/a

fino al 16 maggio

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Pulitzer 2010: Rae Armantrout vince la sezione Poesia

>> venerdì 16 aprile 2010

Dal 1917 non c’è un giornalista americano che non sogni di vincerlo. E’ la massima aspirazione per chi si occupi di teatro e letteratura nel paese a stelle e strisce. Sta un gradino sotto il Nobel, non tanto per il premio in denaro, enormemente più basso di quello elargito dall’Accademia svedese, quanto piuttosto per l’autorità che ricopre e che è andata via via aumentando nel corso degli anni.
È il Premio Pulitzer, che in questi 150 anni di vita ha registrato tra i premiati nomi del calibro di Hemingway, O'Neil, Faulkner, Updike, Tennessee Williams, Frost. I 18 membri della giuria scelgono i vincitori tra i candidati espressi da 2.500 selezionatori.
Le categorie sono:
 
Giornalismo:

· di Pubblico Servizio (Public Service)

· di Ultim'ora (Breaking News Reporting)

· Investigativo (Investigative Reporting)

· Locale (Local Reporting)

· Nazionale (National Reporting)

· Internazionale (International Reporting)


· Miglior articolo (Feature Writing)

· di Commento (Commentary)

· di Critica (Criticism)

· Editoriale (Editorial Writing)

· Editoriale in Fumetto (Editorial Cartooning)

· Fotografia di Ultim'ora (Breaking News Photography)

· Miglior Fotografia (Feature Photography)


Arti e Lettere

· Narrativa (Fiction)

· Drammaturgia (Drama)

· Storia (History)

· Biografia e autobiografia (Biography or Autobiography)

· Poesia (Poetry)

· Saggistica (General Non-Fiction)

· Musica (Music)


Nella sezione Poesia, quest'anno ha vinto Rae Armantrout, con la seguente motivazione:
Assegnato a "Versed", un libro che colpisce per la sua arguzia e inventiva linguistica: offre poesie che sono spesso piccole bombe di pensiero che esplodono nella mente molto tempo dopo la prima lettura.
Nata nel 1947 in California, la Armantrout ha pubblicato nove libri di poesia ed è stata anche inserita in una serie di antologie di rilievo. Attualmente insegna Poesia e Poetica all'Università della California. L’11 marzo 2010, ha vinto il National Book Critics Circle 2009 con la stessa raccolta di poesie che le ha consentito di vincere quest’anno il Pulitzer.

Nel video il reading di una delle sue poesie raccolte in “Versed”: Address. Di seguito riportiamo anche il testo.




The way my interest

in their imaginary

kiss


is secretly addressed

to you


Without intention


prongs of ivy

mount the posts

supporting the freeway.


It would be possible to say

each leaf


circumscribes hope


or that each leaf,

fastidiously coming

to one point,


suggests a fear

of the unknown.


These glossy,

laced-up, high-hell boots


(each leaf)


addressed to you

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GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO: "L'INGANNO"

>> lunedì 22 marzo 2010

Due uomini giocano a ingannarsi tra di loro, a ferirsi in un continuo ed enigmatico labirinto psicologico. Giochi, dunque, inganni, trucchi, misteri e invenzioni nell’ultimo lavoro della Compagnia Mauri Sturno: ”L’ inganno”.
Tratto da “Sleuth” (il segugio, l’investigatore), testo teatrale del 1970 scritto da Antony Shaffer e reso celebre anche grazie alle trasposizioni cinematografiche di Joseph L. Mankiewicz (1972) e di Kenneth Branagh (2007), la commedia ha tutti i meccanismi drammaturgici tipici di un giallo e un’atmosfera da thriller psicologico raffinata e grottesca allo stesso tempo. Nella rilettura di Mauri regista tutto ciò è assecondato ed esaltato dalle invenzioni scenografiche particolari. Ironia, dramma e comicità e sorprendenti colpi di scena creano un’atmosfera di grande tensione ma anche, e soprattutto, di grande divertimento. In scena Glauco Mauri e Roberto Sturno innescano un incessante gioco di inganni, enigmi, travestimenti tutto basato sull’incontro e scontro tra verità e menzogna e sarà proprio il pubblico a investigare, a svelare “l’inganno” e a decidere chi sia la vittima e chi il carnefice.
È il ritmo serrato e una ben calibrata commistione di comico e tragico che rendono questo lavoro un perfetto meccanismo scenico, mai banale e mai scontato, grazie anche all’indubbia e indiscussa abilità interpretativa dei due interpreti che ci offrono ampie gamme recitative senza mai cadere nel prevedibile. Un accordo perfetto, quindi tra Glauco Mauri e Roberto Sturno che e ci restituiscono la complessità psicologica dei due protagonisti.
Si torna a casa divertiti e appagati ma anche con un pizzico di amarezza perché si riflette sull’uomo che è sempre protagonista del suo destino, sulla stupida follia che spesso devasta il rapporto tra gli uomini e sulle finzioni che umiliano le debolezze dell’uomo arrivando, come in questo caso, a un tragico finale.


Eleonora Megna




Fino al 28 marzo – Roma – Teatro Valle
dal 07 al 11 aprile - Udine - Teatro Nuovo Giovanni da Udine
dal 13 al 18 aprile - Padova - Teatro Verdi
il 19 aprile Guastalla - Teatro Ruggeri
dal 21 al 25 aprile- Venezia - Teatro Goldoni
dal 27 aprile al 02 maggio Bergamo - Teatro Donizetti
dal 04 al 05 maggio - Vicenza - Teatro Comunale
dal 12 al 16 - Messina - Teatro Vittorio Emanuele

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Goya e la sua eredità

>> mercoledì 17 marzo 2010

Francisco Goya e la sua complessa eredità culturale. Questo è il tema della mostra che da oggi, 17 marzo, è allestita a Milano, a Palazzo Reale. Fino al 27 giugno sarà possibile ammirare più di 180 opere, tra dipinti, incisioni e disegni, che insieme contribuiscono a ricostruire la relazione tra il pittore spagnolo e altri celebri artisti che hanno segnato il percorso dell’arte degli ultimi due secoli: da Delacroix, Klee, David, Kokoschka, Mirò, Picasso, Bacon, Pollock, Guttuso.
Tra le tematiche affrontate nell’esposizione meneghina, l’immagine della nuova società, l’espressione della soggettività, la reazione gestuale, la violenza e un inedito confronto tra Goya e il mondo moderno, di cui il pittore è stato anticipatore e testimone, come uomo e artista.
La mostra è organizzata in cinque sezioni: “Il lavoro del tempo. I ritratti” dove ritratti e autoritratti danno conto della rinnovata analisi della soggettività, caratteristica distintiva della società moderna; “La vita di tutti i giorni”, con opere che mostrano le conseguenze e le derivazioni di questa
nuova società nella quotidianità; “Comico e grottesco”, che intende illustrare il mondo moderno mostrandone gli aspetti più assurdi; “La violenza”, in cui le rappresentazioni della guerra e delle sue drammatiche conseguenze intendono esplorare l’aspetto più terribile della trasformazione della società; “Il grido”, restituisce i volti di quella soggettività ammirata nella prima sezione della mostra, ormai deformati dal terrore, ridotti a una lontana parvenza di quel che furono.
L’esposizione, curata da Valeriano Bozal e Concepción Lomba, due fra i massimi studiosi spagnoli di Goya e di arte contemporanea, e sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è nata dalla collaborazione tra Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior (SEACEX), il Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación e il Ministerio de Cultura di Spagna, la Fundación Goya en Aragón e Palazzo Reale di Milano. Vede coinvolte numerose istituzioni italiane e spagnole, in coincidenza con il semestre spagnolo di Presidenza dell’Unione Europea.

Goya e il mondo moderno



Sede: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12

Date della mostra: dal 17 marzo al 27 giugno 2010

Orari: lunedì, dalle ore 14,30 alle 19,30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle ore 9,30 alle 19,30
giovedì e sabato dalle ore 9.30 alle ore 22.30
il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Ingresso: intero € 9,00; ridotto € 7,50; ridotto speciale € 4,50

Infoline e prevendite: tel. 02/54910; www.ticket.it/goya

Prenotazioni visite guidate gruppi e scuole: tel. 02/6597728; fax 02/6599269; info@adartem.it; www.adartem.it

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La Bella principessa di Leonardo in mostra a Goteborg

bella_principessa Il capolavoro inedito di Leonardo da Vinci, intitolato ’Profilo della bella principessa’ e realizzato intorno al 1490, verrà esposto in anteprima mondiale per la prima volta in Svezia nell’Eriksbergshallen di Goteborg da sabato 20 marzo al 15 agosto, in una grande rassegna intitolata “And there was light. The Masters of the Renaissance”, dedicata a Leonardo, Michelangelo e Raffaello, a cura di Francesco Buranelli, già direttore dei Musei Vaticani, e Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci.
L’allestimento è didascalico e caratterizzato da un ricorso importante alle nuove tecnologie, con allestimenti multimediali e la realizzazione di modelli tridimensionali di invenzioni ed edifici e riproduzioni di opere d'arte.
Alle opere d'arte originali si affiancano quelle di artisti contemporanei che si sono ispirati ai tre grandi maestri.
La mano di Leonardo nella “Bella principessa” è stata identificata recentemente dal professor Vezzosi, opera da lui segnalata come “Profilo nuziale di giovane dama” e definita “inedita” in un libro. L’opera, che finora era stata erroneamente attribuita alla scuola tedesca del XIX secolo, appartiene al collezionista canadese Peter Silverman. Il direttore del Museo Ideale di Vinci ha assegnato il disegno su pergamena a Leonardo in base a un procedimento di analisi critica per evidenze, per esclusione e per confronto, basato su considerazioni storico-artistiche, tecniche ed estetiche, stilistiche e iconografiche, alle quali si sono aggiunti i risultati (di conferme e compatibilità) delle indagini
scientifiche, compresa l’identificazione di un’impronta digitale riconosciuta come dell’artista-scienziato del Rinascimento.

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LA CACCIA

>> venerdì 12 marzo 2010

Le “Baccanti” di Euripide viste da Lo Cascio


È un monologo multimediale lo spettacolo ideato, scritto e interpretato da Luigi Lo Cascio, uno dei migliori interpreti italiani che, in ogni sua avventura teatrale e cinematografica, ci convince e ci commuove per la sua straordinaria abilità artistica.

Nella tragedia, Euripide racconta la storia di un uomo, Penteo, tiranno di Tebe che tenta di estromettere il dio Dioniso dallo spazio pubblico. Lamentando il fatto di non essere stato riconosciuto e venerato nella sua città d’origine, il dio si vendicherà in maniera smisurata conducendolo ad un’enorme disfatta. La personale rivisitazione di Lo Cascio, che interpreta Penteo, racconta, tutta in soggettiva, la vicenda del tiranno, dallo scontro con Dioniso all’inversione che trasforma il sovrano da cacciatore a preda, da tutore dell’ordine cittadino a corpo dilaniato e ridotto in frammenti senza dignità.
Ciò che accade sulla scena è una diretta proiezione dei tormenti che affliggono l’animo del tiranno; le sue visioni e le sue allucinazioni ci appaiono in forma di animazione visiva e ci vengono restituite dai meccanismi espressivi e vocali di Lo Cascio che ci appare prima come straniato poi completamente immerso e perso nella scena vuota.
“La Caccia” è un affascinante e coinvolgente viaggio, di chiara matrice kafkiana, nei labirinti della psiche umana, negli incubi più vivi e nelle pulsioni più profonde di un uomo. Come nel suo precedente “Nella tana” c’è una creatura sola che rimugina su se stessa, c’è l’elemento onirico e c’è questa ben riuscita molteplicità di linguaggi: parola, suono e visione lavorano contemporaneamente e in maniera piuttosto compatta, per restituirci i turbamenti e i conflitti interiori di Penteo ma soprattutto dell’uomo moderno. Lo Cascio, infatti, parte dalla tragedia per affrontare e indagare alcuni temi della società contemporanea: il dissidio fra ragione e istintualità, fra dovere e piacere, fra una società ordinata da regole che vanno rispettate perché possa sopravvivere la convivenza civile e una comunità che esiste in preda alle passioni.

Insieme a Lo Cascio fa la sua comparsa in video il giovanissimo Pietro Rosa che, nelle vesti dello studioso di cultura greca, ci parla anche dello smarrimento del valore del tragico, per noi irrimediabilmente perduto.

Il progetto, prodotto dal Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, è stato sviluppato a più mani insieme a un manipolo di artisti visivi - Nicola Console per le scene e i disegni, Alice Mangano per scene e art direction, Desideria Rayner per i suoni e il montaggio video, Stefano Mazzanti per il disegno luci.

Eleonora Megna


Dal 14 al 21 marzo 2010 a Milano al nuovo spazio dell’Elfo Puccini
Dal 24 al 25 marzo 2010 a Pavia, Teatro Fraschini
Il 28 marzo 2010 a Grosseto, Teatro Moderno

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MONI OVADIA – Il conto dell’ultima cena

>> giovedì 11 marzo 2010

ovadia Tra religione e tradizione, storielle e ricette, Moni Ovadia indaga l'etica ebraica del cibo

"Mangiare vuol dire vivere, non sopravvivere. E se decidiamo la nostra vita a partire da ciò che scegliamo per il nostro desco, quella decisione è un atto di libertà”


E' un viaggio tra saperi, sapori e profumi, tra Vecchio e Nuovo Testamento, regole kasher, insegnamenti rabbinici il nuovo libro del cantore yiddish Moni Ovadia che, con un tono tra il serio e il faceto, ci fa riflettere sulle molteplici sfaccettature dell’atto del cibarsi, al di là della funzione primaria, facendo risaltare i legami tra il cibo e la spiritualità e insegnandoci come le nostre scelte alimentari, se mirate, possono dar vita a processi virtuosi di giustizia sociale e di sviluppo interiore di ognuno di noi.

La storia è nota a pochi. A ogni elezione di un nuovo papa, una delegazione della comunità ebraica romana si recava nei sacri palazzi portando un'antica pergamena sigillata che, regolarmente, il sommo pontefice rifiutava di accettare. Finché, un giorno, il papa, d'accordo con il rabbino capo, decise di consultarne il contenuto. L'intestazione recitava: “Il conto dell'Ultima Cena”. Non si sa con esattezza l'ammontare dell'importo richiesto per quel celebre pasto, anche perché, per risapute ragioni, gli apostoli e Gesù non riuscirono a onorare il debito. Parte proprio da qui, da questa storiella (non si sa se è vera o inventata) il viaggio di Moni Ovadia all'interno della tradizione kasher. Così tra aneddoti e riflessioni, tutti rigorosamente e ironicamente filtrati attraverso la personale condizione di ebreo errante, Moni Ovadia ci invita a servirci del cibo rispettando le nostre regoli interiori, a pensare al cibo come nutrimento dell’anima e a riflettere sul significato che ogni alimento investe per noi.

Il cibo, si sa, conserva e assicura tradizioni ma molti di noi, presi dalla frenesia della vita moderna, non riflettono sulle specificità degli alimenti e si lasciano condizionare dai martellamenti pubblicitari o, ancora peggio, dalle loro stesse abitudini. Esiste, purtroppo, una mala educazione diffusa che offusca le nostre coscienze ma queste pagine sono un invito a porci interrogativi, a chiederci se noi ci rispettiamo, ci ascoltiamo, se siamo in grado, ad esempio, di vedere nell’animale un essere vivente con una propria dignità non solo una cosa da mangiare o da uccidere per divertimento.

Insomma, l’alimentazione è cultura ma noi siamo in grado di dare un significato alla parola “cultura”?


Eleonora Megna



Il conto dell'ultima cena. Il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico

Moni Ovadia; Gianni Di Santo

Einaudi – 134 p. - € 16,00

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