LA CACCIA

>> venerdì 12 marzo 2010

Le “Baccanti” di Euripide viste da Lo Cascio


È un monologo multimediale lo spettacolo ideato, scritto e interpretato da Luigi Lo Cascio, uno dei migliori interpreti italiani che, in ogni sua avventura teatrale e cinematografica, ci convince e ci commuove per la sua straordinaria abilità artistica.

Nella tragedia, Euripide racconta la storia di un uomo, Penteo, tiranno di Tebe che tenta di estromettere il dio Dioniso dallo spazio pubblico. Lamentando il fatto di non essere stato riconosciuto e venerato nella sua città d’origine, il dio si vendicherà in maniera smisurata conducendolo ad un’enorme disfatta. La personale rivisitazione di Lo Cascio, che interpreta Penteo, racconta, tutta in soggettiva, la vicenda del tiranno, dallo scontro con Dioniso all’inversione che trasforma il sovrano da cacciatore a preda, da tutore dell’ordine cittadino a corpo dilaniato e ridotto in frammenti senza dignità.
Ciò che accade sulla scena è una diretta proiezione dei tormenti che affliggono l’animo del tiranno; le sue visioni e le sue allucinazioni ci appaiono in forma di animazione visiva e ci vengono restituite dai meccanismi espressivi e vocali di Lo Cascio che ci appare prima come straniato poi completamente immerso e perso nella scena vuota.
“La Caccia” è un affascinante e coinvolgente viaggio, di chiara matrice kafkiana, nei labirinti della psiche umana, negli incubi più vivi e nelle pulsioni più profonde di un uomo. Come nel suo precedente “Nella tana” c’è una creatura sola che rimugina su se stessa, c’è l’elemento onirico e c’è questa ben riuscita molteplicità di linguaggi: parola, suono e visione lavorano contemporaneamente e in maniera piuttosto compatta, per restituirci i turbamenti e i conflitti interiori di Penteo ma soprattutto dell’uomo moderno. Lo Cascio, infatti, parte dalla tragedia per affrontare e indagare alcuni temi della società contemporanea: il dissidio fra ragione e istintualità, fra dovere e piacere, fra una società ordinata da regole che vanno rispettate perché possa sopravvivere la convivenza civile e una comunità che esiste in preda alle passioni.

Insieme a Lo Cascio fa la sua comparsa in video il giovanissimo Pietro Rosa che, nelle vesti dello studioso di cultura greca, ci parla anche dello smarrimento del valore del tragico, per noi irrimediabilmente perduto.

Il progetto, prodotto dal Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, è stato sviluppato a più mani insieme a un manipolo di artisti visivi - Nicola Console per le scene e i disegni, Alice Mangano per scene e art direction, Desideria Rayner per i suoni e il montaggio video, Stefano Mazzanti per il disegno luci.

Eleonora Megna


Dal 14 al 21 marzo 2010 a Milano al nuovo spazio dell’Elfo Puccini
Dal 24 al 25 marzo 2010 a Pavia, Teatro Fraschini
Il 28 marzo 2010 a Grosseto, Teatro Moderno

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